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Predisposizione alla carie, da cosa dipende

carie dentali

La carie era già un problema anche per i nostri progenitori, come si evince dalle analisi su alcune arcate dentali di una popolazione africana di 13000 anni fa, che ne presentano le inconfutabili tracce. Questa popolazione nomade era dedita alla caccia e alla raccolta di frutti, con abbondante consumo di piante e radici zuccherine.

Lo zucchero e la carie

Ancora oggi lo zucchero, nelle sue varie forme e utilizzi, è una delle principali cause dell’insorgere della carie, specialmente in età infantile (4/8 anni), che é la più vulnerabile.
Infatti, lo streptococco mutans, insieme alla folta schiera degli altri bacilli del cavo orale, si nutre principalmente di glucosio.
Non deve invece considerarsi cariogeno il miele che, anzi, protegge i denti, perché contiene INIBINA, sostanza che contrasta il proliferare dello streptococco di cui sopra.
Tornando ai danni batteriologici, che causano il formarsi della placca e il conseguente proliferare della carie, possiamo affermare che essi costituiscono il pericolo più grave per la salute dei denti.
È, infatti, dimostrato che, più tempo permane la flora microbica negli spazi interdentali, tanto maggiore è il rischio di carie.
Per questo si raccomanda un’igiene orale accurata e costante, con tutti i supporti che la scienza medico farmaceutica mette oggi a disposizione.

carie dentali

Altri fattori che possono compromettere la salute del cavo orale

Alcune persone hanno una particolarmente predisposizione alla carie. Questo può dipendere da molti fattori.
Sono molte infatti le circostanze che possono favorire l’insorgere della carie. Tra queste ricordiamo:

  • FATTORI ALIMENTARI come lo scarso consumo di verdura e frutta cruda e l’insufficiente apporto di sali minerali e vitamine.
  • FATTORI FISIOLOGICI: la riduzione della quantità salivare e l’abbassamento del pH (come avviene, ad es.in gravidanza).
  • CAUSE PATOLOGICHE: questo problema può essere anche causato dall’insorgere di patologie importanti come il diabete e la sarcoidosi e dall’assunzione costante di alcuni farmaci antistaminici e antidepressivi.
  • FATTORI COMPORTAMENTALI: un cenno a parte meritano senza dubbio alcuni problemi comportamentali, come il tabagismo, che danneggia lo smalto dentale favorendo il formarsi della carie oltre alle antiestetiche macchie giallognole e al ritiro sistematico delle gengive.

Prevenire la carie

Una buona prevenzione è la migliore cura per evitare l’insorgere della carie. Per questo motivo gli igienisti dentali consigliano di lavare i denti dopo ogni pasto, spazzolando sempre in senso verticale e non orizzontale per almeno 4-5 minuti a volta. Anche l’uso del filo interdentale e la scelta del collutorio è importante; si deve privilegiare un collutorio privo di alcool che combatta l’aumento di placca e tartaro senza infiammare le gengive.
È importante inoltre correggere le abitudini alimentari sbagliate, riducendo il consumo di zuccheri in favore di frutta e verdura.
La classica seduta annuale di igiene orale dal dentista riuscirà poi a eliminare efficacemente quei residui di placca e tartaro che lo spazzolino non riesce a rimuovere.
Ove necessario il dentista consiglierà di effettuare due sedute annuali di igiene orale, per proteggere più efficacemente nel tempo la salute dei denti e del parodonto.

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