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Mancanza dei denti: Edentulia

mancanza di denti

Che cosa si intende per edentulia

La mancanza di uno o più denti, denominata “edentulia” consiste nella perdita degli stessi, di solito a causa di processi cariogeni che ne provocano la caduta oppure l’asportazione.

Bisogna infatti distinguere tra caduta di un dente (fenomeno che può verificarsi spontaneamente, anche nell’aduto, a causa di patologie dentali) e asportazione in seguito ad estrazione da parte di un dentista.

La caduta spontanea dei denti, un disturbo molto comune in quanto interessa dal 3% al 5% degli individui, è spesso causato da problemi d’igiene del cavo orale.

Quali sono le conseguenze della edentulia

Questa anomalia comporta problematiche non soltanto di natura estetica, ma anche sulla masticazione e sui rapporti con i denti ancora in sede.

Ogni dente è inserito nell’arcata ossea (mascella inferiore e mandibola superiore) tramite una radice che svolge un importante ruolo di sostegno.

Quando subentra la mancanza di un dente viene ad alterarsi tutta la sequenza dell’arcata dentale, con una frequente retrazione del tessuto osseo.

La prima conseguenza che ne deriva è di tipo estetico dato che l’aspetto della bocca si modifica con evidenza.

Successivamente anche la masticazione ne risente in quanto i denti rimasti sono sottoposti a uno sforzo masticatorio maggiore, che deve compensare la perdita dei denti.

mancanza di uno o più denti, denominata edentulia

In casi di edentulismo particolarmente pronunciato (mancanza di due o più denti) può essere necessario modificare il proprio regime dietetico, optando per cibi liquidi o semiliquidi.

La mancanza di un dente condiziona anche la stabilità di quelli adiacenti, i quali, trovandosi a contatto con uno spazio vuoto, mostrano la tendenza ad occuparlo, muovendosi dalla loro sede fisiologica.

In questi casi è piuttosto comune che si verifichi il temuto effetto a cascata a causa del quale tutta l’arcata dentale subisce modificazioni di posizionamento.

Possono subentrare poi problemi di malocclusione secondo cui, in alcune zone si produce un affollamento dentale, mentre in altre si viene a creare un vuoto.

Un aspetto di grande importanza è anche quello della difficoltà di linguaggio, provocata da una pronuncia scorretta delle sillabe.

Se la perdita dei denti è limitata solamente a uno, di norma le conseguenze non sono gravi, mentre se il numero dei denti assenti è maggiore, anche i problemi che ne derivano sono decisamente più incisivi.

Un soggetto che non disponga di una dentatura in buone condizioni va incontro a tutta una serie di disturbi che, oltre a causare danni immediati, contribuiscono all’insorgenza di pericoli a lungo termine.

Infatti le conseguenze si possono manifestare con:
– infiammazione della polpa dentale (pulpite);
– raccolta di pus (ascessi e granulomi);
– formazione di cisti;
– parodontite;
che nel complesso portano alla perdita dei denti.

Rimedi contro l’edentulia

Dopo i 65 anni l’edentulia è un disturbo molto diffuso che, proprio per le conseguenze ad esso collegate, deve venire affrontato mediante interventi risolutivi.

Nella maggior parte dei casi si assiste a una prima fase di edentulia parziale che, se non curata, evolve inevitabilmente in un’edentulia totale.

Per correggere questo disturbo è necessario prima di tutto modificare il proprio stile di vita, ponendo maggiore attenzione all’igiene del cavo orale e servendosi di prodotti di buona qualità.

Bisogna inoltre cercare di evitare l’assunzione di alimenti e bevande troppo zuccherati se non è possibile lavare i denti subito dopo.

La regola fondamentale rimane comunque quella di rivolgersi a un dentista di fiducia che, dopo aver diagnosticato con precisione le cause del problema, è in grado di impostare un protocollo terapeutico.

In molti casi è consigliabile ricorrere all’implantologia dentale che, attraverso l’impiego di protesi adatte alle singole esigenze, rimpiazza i denti mancanti con altri artificiali, inseriti nell’arcata attraverso perni che sostituiscono le radici.

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