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Implantologia a carico immediato: vantaggi, rischi e controindicazioni, funziona?

Tecnica All on Four per implantologia a carico immediato

 La definizione

Per implantologia a carico immediato si intende una tecnica basata sul posizionamento chirurgico di impianti dentali sulla cui superficie vengono applicate, avvitate e fissate delle protesi prima a carattere provvisorio e poi, successivamente, fisso. Detto questo, è bene precisare che si tratta di un intervento che non può essere effettuato sempre e comunque. Bisogna innanzitutto prendere in esame e analizzare, tramitie un’analisi radiologica tridimensionale, fattori e parametri come la qualità e la densità dell’osso. La stabilità primaria degli impianti dentali, parametro la cui misurazione è effettuabile facendo ricorso ai Newton centimetri, verrà stabilita successivamente all’applicazione dell’impianto sulla superficie ossea.

Tecnica All on Four per implantologia a carico immediato

Fattibilità e presenza di eventuali dolori

Contrariamente a quello che si potrebbe erroneamente credere, l’implantologia a carico immediato è possibile anche quando la densità ossea risulti insufficiente. Ad una simile problematica è infatti possibile ovviare tramite l’ausilio di un intervento preliminare, grazie al quale si provvederà ad una nuova rigenerazione ossea. A tal proposito, tra le migliori tecniche a disposizione vi è senza dubbio quella definibile con l’acronimo di PRGF, che si avvale del plasma autogenico di chi beneficia di questo intervento. Per quanto riguarda il dolore, analogamente ad altri trattamenti facenti parte dell’ambito chirurgico, l’implantologia utilizza con ottimi risultati sostanze di tipo anestetico, la cui funzione è quella di rendere insensibile al dolore esclusivamente la zona interessata. Il paziente non avvertirà quindi alcuna condizione dolorosa.

Le fasi dell’intervento

Sono cinque le fasi che suddividono un intervento di implantologia a carico immediato, riassumibili nella maniera che segue:
– lo step preliminare consiste in una verifica, tramite indagine radiologica, della mascella del paziente. L’implantolgo controllerà se la quantità di osso a disposizione del paziente è quella necessaria
– la seconda fase si concentrerà in particolar modo sia sulla somministrazione dell’anestetico sia sulla rimozione di eventuali residui dentali. Nella fattispecie in cui si sia in presenza di denti soggetti a carie o parodontite, verranno asportate le frazioni gengivali potenzialmente responsabili di future infezioni

– il terzo passaggio sarà poi interamente dedicato alla rilevazione delle tracce dentali. Nell’ipotesi in cui sia l’osso mascellare sia la parete gengivale risultino in condizioni ottimali, la quantità di gengiva finta sarà esigua se non addirittura nulla
– se l’osso è stato preparato a dovere, l’implantologo potrà quindi avvitare senza rischi l’impianto. Immesso quest’ultimo in sede, la presa delle impronte verrà ripetuta con l’intento di adattare alla protesi l’ubicazione degli impianti
– la protesi, in ultimo, potrà quindi finalmente essere fissata agli impianti.

Vantaggi, svantaggi e controindicazioni

Le tempistiche di perfezionamento dell’intervento sono tutt’altro che dilatate, visto che saranno sufficienti dalle 24 alle 48 ore. Tale aspetto consentirà al paziente di ridurre ai minimi termini tutti quegli inconvenienti legati all’imbarazzo nell’essere sprovvisti dei propri denti. L’inserimento prima degli impianti poi dell’apparecchio protesico, essendo nella maggior parte dei casi concentrati in un’unico intervallo, abbatteranno un’esborso economico che si rivelerà se non altro accessibile. Insieme ai costi, verranno ridotti elementi che vanno dalle visite di controllo alla quantità di anestetici utilizzati. Unico inconveniente potrebbe essere rappresentato da una densità ossea insufficiente che non permette di intraprendere nell’immediato una simile operazione. Malgrado non possa essere definita come una vera e propria controindicazione, l’osteoporosi potrebbe ostacolare la buona riuscita dell’implantologia a carico immediato. Un osso osteoporotico non garantirebbe infatti un’ottimale saldezza primaria degli impianti.

Implantologia a carico immediato: funziona davvero?

Ad ulteriore e definitiva dimostrazione dell’efficacia di una simile tecnica vi è non solo la soddisfazione unanime di pazienti che l’hanno già provata ma anche dati oggettivi che ne certificano una probabilità molto alta di riuscita. Se ogni procedura viene espletata nel migliore dei modi, i casi di soggetti che non ne traggono giovamento sono davvero molto rari.

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