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Come togliere il tartaro dai denti, la guida definitiva.

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Tartaro: quali sono i metodi più efficaci per tornare a sorridere?

L’igiene orale ha lo scopo di garantire denti più sani e bianchi: ecco come combattere l’ingiallimento provocato dal tartaro.

Il tartaro è uno degli inestetismi più diffusi che colpisce il sorriso di migliaia di persone. La sua formazione deriva da un processo di accumulo naturale di saliva, frammenti di cibo – che non vengono correttamente spazzolati dopo i pasti – e sali minerali, i quali provengono anche dalla placca dentale.

Il tartaro rende il colore degli elementi orali sempre più opaco: sebbene l’igiene dentale sia la prima soluzione all’annoso problema, è possibile impiegare metodologie più rapide e funzionali con cui trovare giovamento a seguito di poche sedute di trattamento. In questo articolo abbiamo approfondito tutto ciò che c’è da sapere sull’eliminazione del tartaro: ecco le soluzioni di cui il paziente può usufruire sia a casa che presso uno studio accreditato.

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Quali sono le cause del tartaro sui denti?

Il tartaro – come abbiamo già accennato – rischia di compromettere a lungo andare l’igiene orale del paziente. Spazzolare e sciacquare accuratamente la bocca dopo i pasti, infatti, è il primo passo con cui minimizzare l’attacco degli elementi nocivi che si depositano sulla superficie dentale.

La placca che si viene a formare con il passare del tempo ingiallisce l’iniziale naturalezza dello smalto e crea un rivestimento di batteri e residui del pasto che è difficile combattere. I dentisti raccomandano sempre un’estrema accortezza al momento della pulizia; il motivo? Sono sufficienti meno di 24 ore perché il tartaro inizi a depositarsi nel cavo orale, compromettendo tanto l’estetica quanto la salute generale del sorriso.

Come togliere il tartaro dai denti? I rimedi casalinghi

Arriviamo al cuore del nostro articolo: ci sono più trattamenti con cui eliminare il tartaro dalla superficie dello smalto. Alcuni sono casalinghi – e del tutto naturali – altri si servono della professionalità dell’igienista dentale a cui il paziente decide di rivolgersi. Se il soggetto desidera sperimentare alcune alternative fai-da-te è possibile impiegare:

– olio di girasole: con proprietà disinfettanti;
– olio di sesamo: con proprietà sgrassanti;
– bicarbonato di sodio: rimedio temporaneo per eliminare la placca batterica che si deposita sotto forma di acidi nocivi che indeboliscono lo smalto.

Quando affidarsi al dentista per rimuovere il tartaro?

Gli esperti del settore sono la scelta sempre più indicata quando si desidera migliorare l’estetica e la salute del proprio sorriso in maniera professionale. La soluzione maggiormente impiegata passa sotto il nome di detartrasi: effettuata con procedimenti meccanici, essa permette di rimuovere il tartaro lavorando sulle spaziature naturali che appartengono alle arcate orali.

In alternativa, alcuni centri specializzati impiegano anche il trattamento a base di ultrasuoni, i quali – senza dolore o pressione dentale – riescono a portare a termine il lavoro con delicatezza e ottimi risultati.

I dentisti raccomandano un intervento concreto sulla placca dentale che si viene a creare con il passare del tempo. Il tartaro, infatti, rischia di:

– creare un’infiammazione gengivale;
– sensibilizzare i denti;
– ingenerare problemi di carie e di alitosi;
– sviluppare una parodontite: malattia che rischia di compromettere la salute dei tessuti orali che circondano il dente.

Prevenire la formazione del tartaro con l’igiene orale è possibile: in ogni caso, scegliere di affidarsi alle mani sapienti di un professionista del settore significa garantirsi risultati visibili già dopo una seduta. Dopotutto, per tornare a sorridere senza vergogna basta dedicare il giusto tempo alla cura e al benessere dei propri denti.

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